lunedì 18 settembre 2017

Settembre


Questa pioggia copiosa, mi dico,
è soltanto Settembre che piange
incessante l’amore estivo perduto
e per confondere il cuore ammanta
la terra di primule fuori stagione e gatti
cocciuti che ancora si stendono al sole
prima di fare un balzo nel tempo,
come a ritroso scendere un tronco.
E Settembre è ancora una donna
senza calze ostinata, e un foulard
annodato di fresco sopra la voce
già roca e finestre che anzitempo
si chiudono al giorno e mattini
di cieli primieri, da salutare
con un minimo sospetto.

(Rossella Amelia Roli)

18.09.2017
 

lunedì 21 agosto 2017

All’ombra delle felci


Sapessimo stare un poco quieti,
in quello stato come di morte apparente
di cui sono maestri i gatti soltanto.

Raccolti in forme perfette, dormire
- di certo anche sognare -
all’ombra di turgide felci estive.

Feritoie di guardia dentro agli occhi
e artigli pronti ad intervenire.
Nulla – momentaneamente – ci turba.

Nemmeno i ricci, che ogni sera
allo scoperto, vengono a nutrirsi 
dei nostri avanzi di cibo.

(Rossella Amelia Roli)
21.08.2017 


mercoledì 26 luglio 2017

Firenze


Cotone screziato nel cielo
e fronde scarmigliate sulla terra.

Per la via, frettolosi si urtano i passanti
sotto battenti intimoriti dal vento.

Impossibile
persino accomodare i pensieri,
oggi, a Firenze.

Ma viene bene di contare
tutti gli alberi sul colle.

(Rossella Amelia Roli)


 

domenica 25 giugno 2017

Come per gioco

(in memoria di Amatrice)

Come per gioco,
tirare una fodera lisa.
Disegnare  una campana
a gessetto, che la pioggia
rovescia e cancella.
Liberare uno starnuto represso,
che si fa sputo ubriaco
– e boato.
Scegliere una data a due cifre
dove fermare la piccola sfera,
e lasciare sogni a metà,
spezzare canzoni,
cristallizzare sospiri.

Qualcuno lassù 
ha coperto la luna,
scosso la terra,
rabbuiato la notte,
di polvere e di pece.
Senza Ragione Alcuna.

(Rossella Amelia Roli)

 












  
(frammento di affresco in S. Chiara Nuova, Lodi)

lunedì 11 luglio 2016

Sulla soglia del cielo


A frotte vaghiamo, confusi
nell’affanno perpetuo di colmare
il silenzio sacro tra due note.
E con parole inadeguate
diamo voce ad un pensiero
che - freddo - lacrima sul vetro.

Quando tutto quello che serve
è un cenno del capo fatto per tempo
ad un vecchio che sta per cadere
sulla soglia di casa,
pesante come un macigno,
che un fabbro
dovrebbe registrare.

 (Rossella Amelia Roli)