venerdì 19 gennaio 2018

Crisalide


XVI Gennaio. Oltre la parete,
sottile un impiegato al telefono
continua a dire Buon Anno, gioviale.
Mentre io avverto il risucchio centrifugo
dei giorni lenti a venire e un poco smarrita
tendo ancora le mani come in un sogno
- all’indietro, verso quella donna dal volto antico
rimasta in bilico su di un vibrato di parole familiari
a sottendere quell’ultima notte senza stelle,
nello squarcio della sua fragile crisalide.
E nel dispiego alacre delle braccia,
di nuova consistenza e sapore
mi riconosco, io mutante
a librare nel Cielo.

(Rossella Amelia Roli) 

martedì 2 gennaio 2018

Racconto d'inverno n. 4


Passi incerti nella soffice neve
e abissi intrappolati nel ghiaccio.
La natura è un fondale di brina
- come in un limbo vive sospesa.

Milioni di eventi, invisibili al mondo
accadono proprio nelle notti silenti,
e l’inverno non è altro che inganno,
nascondersi apparente della vita.

Nell’offuscarsi generale delle cose
- luci distinte ai piani alti delle case
si fanno segnali ai viandanti sperduti
in questa paralisi di suoni e di sensi.

E dalla torre una serie di rintocchi
sopra rami che piegano in frastuoni
e anime che emergono dai sogni
alla luce di un nuovo mattino.

(Rossella Amelia Roli) 







lunedì 18 dicembre 2017

La rosa rossa e la neve


A cumuli, la neve,
si fa d’intorno alla piccola rosa;
in un mantello granitico la cinge
ed ella - senza lamento alcuno
si piega in un inchino lieve
ad accogliere il ritorno
del ciclico inverno.
E la neve, a poco a poco
s’arrossa e s’accalora;
come granatina di bambini
s’addolcisce e languida s’attarda
sulle misteriose rotondità della rosa,
in lacrime copiose disfacendosi.

(Rossella Amelia Roli) 

domenica 10 dicembre 2017

Racconto d’inverno n. 5


Nell’inverno lento e languido,
gli alberi sventagliano al Cielo
rami, nudi come braccia.
La natura rallenta il passo
e l’orsa si ritira - in un letargo
vigile - a dar luce a nuove vite.                  
Piccole vedette intrepide,
alle finestre delle case,
vegliano la sorte di un passero,
come quella di un fiore.
E sulle nostre anime dormienti
- come manna dal Cielo -
scende fitta la neve:
a ricordarci che è tempo
di riprendere il viaggio
verso il centro dei cuori,
estrarre gemme di Luce
e riportare la pace nel mondo.

(Rossella Amelia Roli) 




mercoledì 6 dicembre 2017

Racconto d'inverno n. 1

Nella notte diuturna,
sopra i nostri giacigli mortali
una folla di muti pensieri:
grovigli che cristallizzano
in una smorfia, prima ancora
di farsi clangore.

Soldati Intrappolati
in una dimenticata steppa,
ad ogni istante inciampiamo
contro le medesime ombre
che abitano i nostri occhi
sin dal primo vedere.

E in lontananza una Voce,
quale tiepido respiro sul viso:
dalla Terra sprigionare vapore
a disciogliere la neve,
discoprire le orme, i germogli,
quel primitivo candore.

All’orizzonte bambini
sorreggere un fondale di stelle
tracciare un filamento di luce,
come bava di lumaca
- ad indicare la casa, l’aratro
quella donna e la culla.

Mettere mano all’aratro,
è il nostro destino: coltivare
Quella Luce soffocata nel Tempo
e chiedere Clemenza
a questo Incognito Infinito,
prima che ci divenga prigione.

E dar seguito alle danze,
la nostra promessa: liberare
quelle Anime sommerse dal fango;
provare ad appuntare
- con mani di calli e di sangue
le nostre manchevoli stelle.

(Rossella Amelia Roli)